Il vino, la storia ed il paesaggio. Vino e archeologia in Sardegna
Presentato al Vinitaly il progetto che unisce archeologia e vitivinicoltura sarda
La Camera di Commercio di Cagliari-Oristano ha presentato in occasione del Vinitaly 2026 di Verona il progetto "Il vino, la storia ed il paesaggio. Vino e archeologia in Sardegna". L'iniziativa propone una lettura inedita e integrata del patrimonio vitivinicolo sardo, mettendo in relazione l'archeologia, la viticoltura e il paesaggio come elementi di un'unica identità territoriale.
L'obiettivo è valorizzare sia i manufatti storico-archeologici legati alla produzione del vino sia le attuali eccellenze vitivinicole. La Sardegna custodisce infatti testimonianze della coltivazione della vite fin dall’età nuragica, un patrimonio che viene reinterpretato per connettere le evidenze del passato con la vitalità della filiera produttiva contemporanea. In tal modo, il vino non è solo eccellenza produttiva, ma diventa chiave di lettura e strumento di conoscenza del territorio.
Il progetto è curato dalla Camera di commercio di Cagliari-Oristano in collaborazione con l’Associazione Inter Vitis e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio. Il partenariato coinvolge istituzioni culturali, come il Museo archeologico di Santadi, e cantine rappresentative del territorio, tra cui Cantina Santadi, Cantina Sardus Pater e Cantina Contini.
Le attività in programma mirano a sostenere la competitività delle imprese e favorire lo sviluppo sostenibile, trasformando la ricerca archeologica in esperienze di fruizione culturale e turistica. Tra le azioni previste figurano ricognizioni congiunte tra studiosi e produttori, tavole rotonde, laboratori divulgativi e la creazione di strumenti narrativi e digitali (come mappe e storytelling multimediale). Un elemento centrale sarà la realizzazione di itinerari tematici capaci di mettere in relazione musei, siti archeologici e cantine.
La presentazione al Vinitaly ha segnato il primo passo pubblico di un progetto che aspira a diventare un modello replicabile di integrazione tra cultura materiale e sviluppo locale, rafforzando l’identità sarda nel panorama nazionale e internazionale.